23 Febbraio 2020
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A Torino si spegne Nino De Filippis

30-08-2010 - Torino
E così se ne va anche Nino. Torino perde uno dei suoi figli più genuini e schietti, quasi un po´ guascone, uno sportivo di razza, un corridore generoso che entrò profondamente nel cuore dei suoi tifosi che lo soprannominarono il CIT . Un nome di battaglia che lo ha accompagnato tutta la vita, anche al di fuori del mondo ciclistico.

Epica è stata la sua stupenda cavalcata e vittoria al Tour, nella sua Torino, alla Stadio Comunale davanti a 60mila spettatori, nel 1956. E´ stato l´evento che più ha segnato la carriera di Nino, forse un po´ avara di risultati eclatanti ma ricca di tanti episodi significativi che l´hanno proiettato nel cuore dei tifosi facendone un "grande" del ciclismo italiano,un simbolo di passione sportiva, di grinta ,di generosità .

Nel suo carnet si contano risultati prestigiosi, con 61 vittorie da professionista , tra cui 2 titoli Italiani, diverse tappe nei vari Giri d´Italia (ben 9 con un podio nel ´62) , nel Tour de France (7) e nella Vuelta di Spagna (2). E poi una "quasi" vittoria storica che gli ha lasciato l´amaro in bocca, quella del mondiale di Berna del 1961 ,quando arrivò secondo dietro ad uno strepitoso Van Looy. Un giro di Lombardia, uno del Piemonte, due d´Emilia, uno del Lazio e uno del Veneto, senza dimenticare un Trofeo Baracchi con Giancarlo Astrua (anche lui scomparso solo 15 giorni dopo la morte di Nino) e ,come pistard, la partecipazione a tre Sei Giorni di Milano.
Professionista dal ´52 al ´64 ha militato in quattro grandi squadre terminando la sua carriera nella torinese Carpano, dove nel tempo ebbero a militare Conterno, Bamamion e Zilioli. E´ stato anche commissario tecnico della Nazionale nel 1973 quando Felice Gimondi si è aggiudicato la maglia iridata.

Bravo ad aggregare, ricco di intuito, invitava a fare gruppo. Primo a prendere l´iniziativa, ad organizzare, era un vero leader sempre pronto ad esporsi in prima person. La sua amicizia era vera, schietta, genuina con sempre tanta voglia di sentirsi vivo e farti sentire vivo e partecipe. Era un innamorato della vita e, anche quando la salute ha cominciato a cedere ed il male si è presentato inesorabile a bussare alla sua porta, ha saputo rispondere lottando con generosità e caparbieta´.

Fu molto caro quando accettò di partecipare , in una prova di inseguimento su pista, ad una manifestazione organizzata dai Veterani dello Sport di Torino con la maglia della Bertolini,nell´ambito del Gemellaggio con i Veterani di Bolzano e di Salerno, che schieravano rispettivamente nientemeno che Conterno e Messina.

Qualche anno fa ,insieme agli amici Marello, Menegatti, Guazzone e all´indimenticato scultore Pippo Tarantino ha ideato e condotto la realizzazione, con tutte le sue forze, del "Monumento a Coppi" a Torino, in Corso Casale.

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